Talking Teens: quando le statue raccontano la loro storia

    Quando un gruppo di ragazzi si mette d’impegno per ideare, strutturare e realizzare un progetto mettendo a frutto le diverse competenze e il desiderio di far qualcosa per la propria comunità allora tutto può succedere. Anche che le statue si mettano a parlare. Accade a Parma, dove gli studenti di undici istituti superiori – dal liceo artistico all’istituto tecnico – coordinati da un gruppo “adulti” più interessati a creare nuovi stimoli per loro che a etichettarli come svogliati o sempre occupati a “giocare con il telefonino”, hanno dato vita a Talkin Teens, un progetto innovativo volto a combinare le nuove tecnologie con il patrimonio più antico e importante della città: quello storico-artistico.

    La ricetta, “tramandata” dalla tesi di laurea della prima promotrice dell’iniziativa, la professoressa Paola Greci, ha ingredienti semplici, ma il procedimento è stato lungo e complesso, sotto la guida di un’associazione dal nome evocativo (ECHO – Education Culture Human Oxygen) e di un comitato scientifico composto da accademici e studiosi di arte e storia. I ragazzi (oltre 200) hanno scelto 14 statue della città, dal centro alla periferia, dai monumenti più noti, come quello a Garibaldi collocato proprio nella piazza principale di Parma, a quelli più recenti e dedicati a figure della tradizione popolare locale, come la statua del Màt Sicuri e hanno ricostruito la loro storia.

    Lo scopo? Preparare un racconto breve che la statua, attraverso una telefonata al passante, narrerà in prima persona. Immaginate di passeggiare per Parma: ad un certo punto il telefono squilla e dall’altra parte della cornetta si sente la voce del Correggio. In poche frasi vi racconterà la sua vita, il suo rapporto con Parma, aneddoti che lo riguardano e come mai – grazie alle mani esperte di uno scultore – è arrivato ad “abitare” uno spazio cittadino. Attraverso queste telefonate il passante potrà perdersi in un percorso per le vie di Parma, conoscere meglio la storia nazionale e locale, l’arte, ma anche guardare la città con occhi diversi e prestare attenzione a monumenti che, sia per i turisti di passaggio che per i cittadini, non destano spesso l’attenzione meritata. Talkin Teens però non si ferma qui: per chi possiede uno smartphone sarà possibile, grazie ad una app, attivare un percorso interattivo, con quiz e piccoli giochi che renderanno ancora più coinvolgente la passeggiata, inoltre, attraverso la realtà aumentata, sarà possibile sbloccare alcuni “contenuti extra” per conoscere ancor più da vicino le statue. La tecnologia si mette così a servizio della “causa” culturale e – grazie alla collaborazione con il partner tecnico Uniontel e la Fondazione Cariparma, main sponsor – dà voce alle statue.

    Come? Attraverso una telefonata diretta da un qualsiasi telefonino (anche di vecchia generazione), utilizzando un numero fisso dedicato e posto sulla statua, con una chiamata all’utente attraverso la scansione di un qr-code, oppure proprio grazie ad una app che, dopo l’attivazione, segnalerà al visitatore l’approssimarsi della statua e, una volta raggiunta, farà partire la chiamata.

    Non si tratta del primo progetto di animazione di monumenti: a Londra da qualche tempo è attivo un servizio di simile impostazione, ma Parma è capofila in una progettazione interamente sviluppata dalle scuole. Questo significa maggior coinvolgimento del territorio, un percorso di formazione attiva dei ragazzi fuori dall’aula e dai banchi di scuola, ma soprattutto la presa in carico, da parte della comunità, di un patrimonio artistico e culturale troppo spesso dimenticato.

    Talkin Teens è infatti anche un crowdfunding al quale chiunque può partecipare donando anche una somma simbolica. La statua numero 8 infatti si animerà solo grazie alla cura di chi vorrà credere in questo progetto. Qualcuno direbbe che si animerà solo se si animeranno gli amanti della cultura, i curiosi, i piccoli e grandi esploratori urbani con la voglia di entrare a far parte di una comunità: quella di Talking Teens. La sfida è importante, il progetto originale, l’energia tanta. Poi c’è ancora chi dice che, nella scuola italiana, tutto sta andando a rotoli.

    Partecipano al progetto:

    l’ITIS Tecnico Da Vinci, il Liceo artistico Toschi, l’Istituto turistico commerciale Giordani, l’ITG Rondani, Istituto Galilei – Bocchialini, ITSOS Gadda di Fornovo, Liceo delle scienze umane San Vitale, Liceo scientifico Bertolucci, Liceo musicale Bertolucci, Liceo scientifico Ulivi, Istituto tecnico economico Melloni.

    Comitato scientifico:

    Federica Pascotto (Arstories, education manager Pinault collection), Mario Petricconi (FLAT Fiera libro d’Arte Torino, direttore Dipartimento educazione fondazione Merz), Carlotta Sorba (docente di Storia contemporanea università degli studi di Padova, direttore centro Interuniversitario di Storia culturale, premio Sissco 2016), Vanja Strukelj (docente di Storia della Critica d’Arte Universtà di Parma, Comitato esecutivo CSAC).

    Partner tecnico Uniontel

    Con il contributo di Comune di Parma e Fondazione Cariparma e la collaborazione del FAI delegazione di Parma.

    ARTICOLI
    STORIE